• Matteo Furlan

DOLOMITICLIMB ON TOUR

Aggiornamento: 10 giu 2019

Complice soprattutto un maggio con meteo davvero pessimo, mi rendo conto che non scio da più di un mese (dal giorno di Pasqua) e inizio a pensare che ormai per quest'anno è andata così! Poi arriva una finestra di tempo stupendo e l'idea di salire un bel 4000 con gli sci invoglia non poco. Ho male ad un gomito quindi è meglio se non vado ad arrampicare, quindi che alternative ci sono? Andare al mare? Mmmh mi sa che la stagione dello sci non è ancora terminata!!

Questa volta sono in compagnia di Stefano (Lo Ste) e Ruggero (Ruggi) e puntiamo alla dent d'Herens. Ruggi è un grande fotografo e non vedeva l'ora di andare su questa cima a immortalare qualche bello scatto sul vicinissimo Cervino. Io e Ste ci eravamo fatti ispirare da questa proposta di Miki che alla fine ci ha pure tirato pacco!

La Dent d'Herens (4171m) è una montagna che ti devi sudare, l'avvicinamento al rifugio Aosta è molto lungo e il peso dello zaino è importante, soprattutto nel primo luuungo tratto senza neve in cui abbiamo in spalla viveri per il bivacco (il rifugio è chiuso), sci e scarponi da sci, corde etc etc.. Un peso che si fa sentire, ma la voglia vince su tutto!

Al rifugio troviamo molte persone, più del previsto! Poco male, tra una chiacchiera e l'altra scopriamo che la cresta è già stata tracciata proprio oggi quindi ottimo, meno fatica per noi domani!

La sveglia suona presto e si avvia la routine dell'alta quota: colazione ancora completamente addormentati, pila frontale accesa e si parte! La notte ha rigelato bene quindi ottimo visto i grossi crepacci di questo ghiacciaio. L'alba non si fa attendere a lungo e come sempre ci riempie di energia. A quota 3800m si devia per un ripido pendio che porta alla cresta ovest: qualche passo di facile arrampicata e ci si trova in vetta e dinnanzi a sua maestà il Cervino! Che meraviglia! Le foto rendono bene, ma vederlo così da vicino con l'evidente cresta del Leone (la via normale italiana) è davvero stupendo! La sciata è buona, prima su neve non ancora trasformata e infine su firn: nulla di ripido e tecnico ma poco importa, questa volta le intenzioni erano di vivere una grande avventura e ci siamo riusciti pienamente! Il rientro nell'ultima parte sarà ancora più stancante del giorno precedente, le spalle chiedono pietà! Ma passo dopo passo come al solito si arriva a destinazione, pronti per la prossima avventura: forse su roccia, ma chi lo sa, magari questi sci possono ancora dire la loro quest'anno!


A seguire alcune foto di Ruggero Arena!