• Matteo Furlan

LA DEGNA FINE DI UNA GRANDE AVVENTURA: SPIGOLO CASTIGLIONI E SPIGOLO WIESSNER

Aggiornato il: 18 apr 2019

Siamo in Dolomiti, metà settembre. Domani è l’ultimo giorno del corso guide e gli istruttori per la prima volta ci lasciano proporre una gita. Sono in gruppo con il mitico Davide e Fede, così dopo un rapido consulto ci vengono in mente le pale di San Martino: la più bella roccia delle Dolomiti dove il nostro istruttore ancora non ha scalato. Perfetto, ma che via proponiamo? Vie stupende ce ne sono a volontà, però i giorni scorsi ha piovuto ed è metà settembre, meglio non andare a Nord. “Castiglioni e poi Spigolo?” propone Davide: mi sembra una grande idea! Di certo non una passeggiata visto che pernottiamo ad Alleghe, la colazione è alle 7 ed alle 18 dobbiamo essere di nuovo in albergo. Poco male, la via di salita e discesa la conosciamo già, le difficoltà non sono mai elevate e soprattutto ci piace l’idea, andiamo!

Nonostante le difficoltà contenute e la voglia di correre, siamo pur sempre in esame, dunque antenne dritte che è l’ultimo giorno dell’ultimo modulo di un ciclo di due anni, di certo non vogliamo rendere vani tanti sforzi proprio ora. Dopo una seconda colazione al rifugio Treviso, dove sanno benissimo come accogliere gli alpinisti, arriviamo sotto la Pala del rifugio da dove parte lo spigolo Castiglioni-Detassis alla pala del Rifugio, aperta nel lontano 1934. Procediamo a tiri per tutto lo sviluppo della via senza mai fare tiri in conserva, i tiri si susseguono velocemente e ben presto ci troviamo in vetta Pala del rifugio. Da qui il collegamento che conduce alla base del Sass d’Ortiga va affrontato in conserva, quasi sempre in corda corta. Tutto fila liscio anche qui e ci troviamo così alla partenza dello Spigolo Wiessner, aperto nel 1928. Siamo in perfetto orario e il meteo è ancora ideale quindi non abbiamo nessun dubbio sul da farsi e partiamo per la seconda via della giornata. La roccia è addirittura meglio di quanto ricordassi, super lavorata e solidissima, un vero spettacolo.

Sono solo le 13 quando ci ritroviamo tutti e quattro in vetta al Sass d’Ortiga. Siamo felici, in totale circa 1100 metri di dislvello di arrampicata unendo le due vie. Siamo pur sempre in esame, quindi dopo la foto di rito giù veloci verso l’auto, senza ovviamente tralasciare la tappa obbligata al rifugio Treviso per la merita birretta.

Un grande ultimo giorno di un corso stupendo! Ora tutta la nostra passione per le montagne speriamo di riuscire a trasmetterla a quante più persone possibile!


 

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